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Lo Stemma Araldico
Lo Stemma Araldico - Clicca per ingrandire

Nel 1928 il paese era ancora sprovvisto di uno stemma civico. Fu il Sindaco del tempo, Michele Guda (per oltre 35 anni acclamato alla guida di Carosino), ad interessarsi della questione. Ne fu concessa la facoltà di farne uso da Vittorio Emanuele III Re d´Italia con Decreto del 18 ottobre 1928. Il "solenne documento della accordata grazia" fu firmato Il 31 gennaio 1929 da Vittorio Emanuele III e dal Capo del Governo (Mussolini). Soltanto nel 1962 però, si deliberò l´acquisto di un gonfalone che potesse degnamente rappresentare il Comune col simbolo dei "colori" storici e sociali della comunità locale. Lo sfondo dello scudo è azzurro. Al centro vi è una fascia dorata. Nascente dalla fascia un´ acquila nera con una corona d´oro. In basso cinque spighe di grano poste a ventaglio. Attorno allo scudo vi sono: una raffigurazione del castello sotto l´aspetto di corona; un ramo d´ulivo ed uno di quercia uniti da un laccio tricolore _______________________________________________________________________________ Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d´Italia Ci piacque con nostro decreto in data diciotto ottobre millenovecentoventotto, concedere al Comune di Carosino, in Provincia di Taranto, la facoltà di usare uno stemma civico. Ed essendo stato il detto Nostro Decreto registrato, come avevamo ordinato alla Corte dei Conti e trascritto nei registri della Consulta Araldica e dell´Archivio di Stato in Roma, Vogliamo ora spedire solenne documento della accordata grazia al Comune concessionario. Perciò, in virtù della Nostra Autorità Reale e Costituzionale, dichiariamo spettare al Comune di Carosino, in Provincia di Taranto, il diritto di fare uso dello stemma civico, minato nel foglio qui annesso, che è: D´azzurro, alla fascia centrata d´oro, accompagnata in capo da un´acquila di nero, nascente dalla fascia, coronata d´oro, ed in punta da cinque spighe di grano del medesimo, poste a ventaglio. Lo scudo sarà fregiato di ornamenti da Comune. Comandiamo poi alle Nostre Corti di Giustizia, ai Nostri Tribunali ed a tutte le Potestà civili e militari di riconoscere e di mantenere al Comune di Carosino, i diritti specificati in queste Nostre Lettere Patenti, le quali saranno sigillate con Nostro Sigillo Reale, firmate da Noi e dal Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, e vedute alla Consulta Araldica. Date a Roma, addì trentuno del mese di gennaio millenovecentoventinove, trentesimo anno del Nostro Regno. (Firma Vittorio Emanueme III) (Firma Capo del Governo- B. Mussolini)